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venerdì 1 gennaio 2016

PIAZZA DOMENICANI SENZA TRAFFICO, SI PUÒ FARE!




























Con la chiusura al traffico davanti a Piazza Walther (per la maratona di S. Silvestro) viene chiusa anche Piazza Domenicani. Tutti gli autobus ed il traffico di attraversamento scompaiono, perché spostati sulle altre vie di traffico, e la zona diventa pedonale.
Una possibilità per restituire alla città una piazza (Domenicani) che é stata trasformata in una arteria di traffico?

lunedì 2 marzo 2015

LE STRADE NELLA PERIMETRAZIONE DEL PRU



Il PRU prevede una perimetrazione della zona di intervento molto ampia, che comprende anche le strade pubbliche.
Questo PRU combina due aspetti che devono rimanere separati: gli accessi al KAUFHAUS BOZEN e la viabilità pubblica.
Il consulente per il Piano Urbano della Mobilità Prof. Hüssler afferma espressamente che l’accesso al KAUFHAUS BOZEN deve avvenire all’interno del lotto e non su suolo pubblico.
Lo stesso Prof. Hüssler evidenzia con preoccupazione gli elevati costi di realizzazione e successiva manutenzione per strade sotterranee con tali sezioni, chiedendo che si valuti una proposta alternativa e che si definisca a priori chi sosterrà questi costi di gestione.
Il PRU prevede invece di realizzare due strade sotterranee, una sotto Via Alto Adige, una sotto via Garibaldi.

Questo PRU rende irreversibile l’assetto viabilistico della città, e impossibile qualsiasi modifica futura.
Intervenendo sulle strade con una nuova redistribuzione del traffico il PRU modifica il Piano della Viabilità e della Mobilità.
Al momento non é dato sapere se sono state fatte delle simulazioni del traffico, gli esiti di tali simulazioni non sono stati resi pubblici.

venerdì 27 febbraio 2015

IL PARCO DEI CAPPUCCINI

Tutta l'attenzione è ora rivolta allo stato di degrado del Parco della Stazione, ma si trascurano le zone vicine che vessano in condizioni simili.
Sarà per giustificare il progetto di edificazione sul parco?
Il nostro comitato QUASICENTRUM si è costituito per avviare un progetto partecipato di riqualificazione urbana: un progetto voluto dai cittadini per la città. Il cuore del progetto è il Parco dei Cappuccini da anni in stato di abbandono, che ci ha riuniti per contrastare il lento degrado del quartiere.
Si trova a pochi metri dalla Stazione e soffre degli stessi problemi di cui riferiscono le cronache giornalistiche: delinquenza, spaccio di droga, bande di ragazzini piú o meno violenti, irrispettosi del decoro cittadino (un termine desueto!) e carenti di educazione civica. Se accoltellamenti avvengono nel parco della stazione, non sono da meno le aggressioni nel piazzale retrostante al cantiere di via Alto Adige, da anni abbandonato e di proprietà comunale. Uno spazio di proprietà comunale che insiste sullo stesso  comparto, ma stranamente non è stato compreso nel progetto di riqualificazione urbanistica!
Questi spazi pubblici di cui il Comune di Bolzano si disinteressa da molto tempo e per i quale non è stato in grado di elaborare una visione ed una riqualificazione sostenibile sono diventati la testimonianza del fallimento delle sue politiche urbane.

Spazi pubblici “abbandonati” dalla città sono occupati da persone “abbandonate” dalla società, è un’equazione che si dimostra da sola.

Negli anni la popolazione residente ha abbandonato il Parco dei Cappuccini, perché è frequentato da gruppi di persone che incutono diffidenza, a volte anche timore. Non siamo abituati a guardare in faccia il degrado sociale, le persone che vivono ai margini della società civile, sbandati, senza fissa dimora, alcolizzati, vagabondi, senza tetto, barboni, immigrati da un altro mondo che non è il nostro e non conosciamo a sufficienza. E chi ce lo fa fare? La società se ne frega di loro. Sì ci sono i servizi sociali, l’assistenza, ma quanto incidono? Riescono a riportarli in società, e loro vogliono tornarci? Si riconoscono e ne condividono i valori? Sono tematiche complesse che l’indifferenza ed il pensiero comune preferisce semplificare e rivolvere con l’emarginazione.
Si guardi da un’altra parte. Quando però anche voltandosi altrove la presenza indesiderata degli emarginati persiste, anzi per le
condizioni storiche, politiche ed economiche, tende a crescere, moltiplicarsi, degenerare, allora subentra l’intolleranza. Immigrati, stranieri, disoccupati, poveri, privi di risorse ed alienati da condizioni di vita sfavorevoli, a volte insopportabili, diventano persone fisiche sulle quali sfogare il proprio rancore. Rancore, insoddisfazione e frustrazione causati da politiche di tutela sociale ed economica che hanno fallito e non funzionano adeguatamente. Il cittadino non volge lo sguardo alla politica (troppo impegno!) che è parte in causa, preferisce puntare il dito sui più deboli, e sugli emarginati che hanno fatto del loro stato una professione di vita.

Così alcuni politici demagogici sfruttano a fini elettoralistici le stesse vittime di politiche urbane inefficaci e promuovono, con soddisfazione dei più, l’ultimo strumento per loro praticabile il controllo sociale e del territorio con azioni di polizia.

Lo spazio pubblico diventa un polo di attrazione per il degrado sociale quando non è presidiato/frequentato dai cittadini, quando non è allestito per essere un luogo accogliente, ospitale che offra funzioni rigenerative. In questi due parchi non si trovano giochi dei bambini, panchine comode posizionate al posto giusto (al sole d’inverno ed all’ombra d’estate), cestini portarifiuti, tavoli per consumare uno spuntino o per giocare a scacchi, a carte, fontanelle per abbeverarsi, fontane per rinfrescarsi, una corretta illuminazione notturna, specchi d’acqua, animali per la curiosità dei bambini, chioschi alimentari con offerta alternativa al junk food, …

Sono aspettative irrealizzabili? O sono interventi alla portata di qualsiasi municipalità che riconosca il potenziale, il valore dei suoi spazi pubblici, e tenga al benessere dei cittadini?

giovedì 26 febbraio 2015

QUESTO PARCO FA SCHIFO!


Sig. T.M. : "... vedo ora il nuovo post  QUALE DEGRADO? di Quasicentrum il comitato che da quasi due anni si sbatte per trovare una soluzione condivisa con il Comune di Bolzano per rivalutare il proprio quartiere (...)
Il parco della stazione ormai è in una situazione di forte degrado, ma io non ricordo grandi sforzi intrapresi per contrastare il fenomeno. Se escludi i prati del Talvera, si tratta dell’unica area verde del centro. Ma cederla ad un privato che ne vuole fare ..."
Sig. A.M. : " ...  Beh ma basterebbe valorizzarlo, non è necessario distruggerlo.

Boicottare il funzionamento di ciò che è pubblico è da sempre un metodo privilegiato per far desiderare la privatizzazione ..."
Sig.ra M.P. : " ...
Questo parco fa schifo e i Bolzanini, anche gli uomini, hanno paura di passare, non parliamo neanche di trascorrerci qualche ora. Se guardate i parchi a Innsbruck o a Trento... quelli si sono posti piacevoli!!!"
...
Sig. S.B. : "Basta muoversi fino a Trento per capire che rivalutando e valorizzando un luogo pubblico come il parco di fronte alla stazione, da anni degradato a zona di spaccio e rifugio per senzatetto e vagabondi, ristrutturandolo con intelligenza (vedi taglio di
siepi per una maggiore visibilità, innesto di piante e pulizia certosina dei vialetti, più un controllo capillare del movimento delinquenziale che gravitava oramai incontrastato ma oggi completamente debellato) si riesce a restituire un'area importante alla cittadinanza, che ha recuperato la fiducia nel frequentare il parco e ha risposto con POSITIVITÁ ed ORGOGLIO CITTADINO, ritrovandosi quotidianamente a percorrerlo con bambini ed animali, come è normale che sia soprattutto se si tratta di un polmone verde in pieno centro città....a Bolzano manca la sensibilità necessaria, mentre è molto considerato l'aspetto economico di un progetto (KAUFHAUS BZ n.d.b.) che non credo diventerà risorsa di tutti e per tutti ...
ricordiamo quello che succede ora quando sarà il momento di eleggere il nuovo sindaco, ricordiamocene sempre quando si tratta di decidere chi ci rappresenta in politica, non dimentichiamocene ..."
Sig. Q.C. : "Fa impressione leggere come molti cittadini\e (Sig.ra M.P.!) si fermino alla superficie delle cose, all'apparenza senza fare alcun ragionamento o approfondimento sulle cause del degrado, le possibilitá di risanamento, e sulle conseguenze di certe proposte di riqualificazione urbana.
PRIMO: il parco è degradato perché da almeno dieci anni il comune lo ha abbandonato a se stesso, senza adoperarsi per valorizzarlo.
SECONDO: la sua frequentazione da parte di persone emarginate e devianti è legata alla presenza in zona di numerosi servizi assistenziali e dalla vicinanza della stazione, un non luogo per eccellenza.
TERZO Il parco è una testimonianza storica ottocentesca di disegno urbano che va conservata nella sua integrità e tutelata.
QUARTO Il parco è un bene pubblico irriproducibile una volta edificato, se non a scapito di enormi risorse pubbliche.
QUINTO lo spazio pubblico é un segno di civiltà urbana in una città che tiene ai valori della comunità.
...
Se questa città non è più capace di riconoscersi nella tradizione urbana europea, che fa ed ha fatto degli spazi pubblici, piazze, parchi, giardini, mercati comunali, un primato di eccellenza, come vi immaginate che sia il suo nuovo concetto di qualità urbana?
Cedere uno spazio pubblico della città, un parco, per realizzare un centro commerciale, mi sembra contro ogni senso comune dell'interesse pubblico ed agli antipodi del concetto di città come luogo in cui, per il bene di tutti, l'interesse privato é subordinato a quello collettivo.
Un comune che ha perso il senso della municipalità, della città, e cittadini disaffezionati al bene pubblico perché hanno perso coscienza di essere parte di una collettività sono la causa della morte della città.
Non esiste un parco degradato di per sé, ma esiste una comunità che si disinteressa di questo spazio pubblico e ne ha dimenticato il valore per l'identità cittadina.
La qualità dello spazio pubblico é lo specchio della civiltà urbana*.
Recuperiamo quindi un po' di orgoglio per lo spazio pubblico, come hanno fatto i trentini per il loro Parco della Stazione, e come fanno tutte le città che possono vantarsi di una tradizione urbana. Non sarà un centro commerciale a risolvere il degrado urbano, ma il senso civico dei suoi cittadini e dei rappresentanti politici della città."
Per un approfondimento, leggete la Carta dello Spazio Pubblico

martedì 24 febbraio 2015

PRU PER IL PROGETTO BENKO


Il 18.02.2015 il comitato civico si é riunito per valutare ed informarsi sulle ricadute del Progetto di Riqualificazione Urbanistica dell'area su cui insiste anche QUASICENTRUM. Si sono evidenziati i problemi legati al forte incremento di traffico che il polo di attrazione KAUFHAUS BOZEN causerà e le criticità della modifica al Piano Urbano del Traffico e della Mobilità. Sono state illustrate le soluzioni infrastrutturali (ridefinizione dei percorsi stradali) e le modifiche alla mobilità (trasporto pubblico e privato) che il PRU prevede.
Le criticità emerse riguardano la concentrazione del traffico su nodi già critici e congestionati che verranno ulteriormente e massicciamente appesantiti (Piazza Verdi/Via Mair Nusser), sullo spostamento di tutto il trasporto pubblico di attraversamento del centro storico su via Alto Adige (Via Perathoner e Viale Stazione vengono chiusi) e lo spostamento delle linee extraurbane da nord attraverso lo stretto sottopasso di Piè di Virgolo che verranno deviate su via Trento/Ponte Loreto.
La realizzazione di una strada sotterranea a fondo cieco che assorbe la mobilità in entrata ed uscita di tre garage sotterranei del centro con una capienza di 1600 posti auto pubblici più quelli privati (400?): sarà un canale di scarico di gas puntato sull'abitato di Piazza Verdi e presenterà potenziali problemi di sicurezza.
Dall'assemblea é emerso che ai cittadini manca una corretta e dettagliata informazione sulle ricadute del cosiddetto "progetto Benko" sulla città.
Per contro é stata efficacemente
diffusa l'informazione superficiale e fuorviante da una campagna pubblicitaria aggressiva volta a promuovere con tutti i mezzi solo i (promessi) effetti positivi sull'economia e la riqualificazione urbana della città.
A
i cittadini mancano risposte chiare e convincenti sulla sussistenza dell'interesse pubblico del PRU e la sostenibilità delle sue ricadute su Bolzano. Vorrebbero riceverle dall'amministrazione della città prima che il progetto sia approvato.

domenica 22 febbraio 2015

QUALE DEGRADO?

Carente identità dei luoghi
Le aree delle stazioni sono per eccellenza e quasi ovunque non luoghi, spazi anonimi di transito. La perdita dell’identificazione con i luoghi è causa di disaffezione. Essi vengono abbandonati.
Carenza di cura e manutenzione preventiva
La trascuratezza di parchi, giardini e spazi pubblici li trasforma in luoghi problematici. È un fenomeno assodato che trascurando l’ambiente urbano si trasmettono segnali favorevoli ad azioni che provocano ulteriore deterioramento.
Concentrazione di “carichi” sociali
La dislocazione nella zona di numerose strutture dei servizi sociali e assistenziali, è una concausa della concentrazione nel Parco della Stazione e nelle aree limitrofe di persone emarginate e con problemi sociali. (vedi sopra cartina della localizzazione servizi sociali, di accoglienza, mense e posti letto per bisognosi)
Errate politiche di distribuzione dei pesi, dei “carichi” funzionali sulla città (la localizzazione di specifiche destinazioni d’uso problematiche e di poli di attrazione nei luoghi sbagliati) sono causa di disequilibrio tra le sue parti: alcune sono valorizzate, altre penalizzate.
La realizzazione di un centro commerciale, di abitazioni di lusso, di uffici ed un albergo, non sarà un deterrente per il degrado e non sortirà alcun effetto di rigenerazione sociale, se non eventualmente quello di spostare “il problema” sulle aree limitrofe meno presidiate. La stazione rimane comunque un polo di attrazione, e l’amministrazione non ha motivo di modificare la sua attenzione verso questo spazio che ha trascurato negli ultimi dieci anni.
La situazione di degrado ambientale del Parco della Stazione rimarrà immutata.