L'assessore
alle politiche sociali del Comune di Bolzano, il Dott. Repetto, ha
comunicato che confermerà la sua disponibilità a partecipare ad un
incontro con gli abitanti del quartiere. Quasicentrum ha in programma di
condividere con i gestori le informazioni sul quartiere e il nuovo
servizio di mensa/ristoro.
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domenica 20 novembre 2016
MIGRANTI E RECINZIONI
I migranti non trovano ospitalità adeguata e sufficiente, Il governo provinciale e della città non riecono a far fronte alla situazione. I migranti sono costretti a cercare rifugio in luoghi riparati e protetti: il Parco dei Cappuccini, sotto la cappella affrescata, in Via Garibaldi,sotto il porticato, e nell'atrio del teatro stabile comunale.I giornali riportano le foto del Parco dei Capuccini, ma scrivono del Parco della Stazione.
L'amministrazione pubblica reagisce all'occupazione degli spazi recintandoli.
Il quartiere viene trincerato per espellere i rifugiati, il Comune impedisce l'uso degli spazi pubblici e semipubblici ai cittadini ed agli abitanti. Viviamo con loro l'emergenza.
WEIHNACHTSDEKORATIONEN 2016
Anche quest'anno 2016 (il terzo consecutivo) si installano le decorazioni natalizie su Piazza Parrocchia, Piazza Domenicani (parte bassa), Via Cappuccini e via Isarco.
Ringraziamo le attività commerciali, i cittadini e le istituzioni che hanno partecipato alla spesa. Il Comune di Bolzano che ogni anno garantisce il montaggio e lo smontaggio.
Un grazie particolare a Patrizia Bertolini e Marco Bertoli per il design e la produzione delle decorazioni che rendono carattere distintivo a Quasicentrum.
Ringraziamo le attività commerciali, i cittadini e le istituzioni che hanno partecipato alla spesa. Il Comune di Bolzano che ogni anno garantisce il montaggio e lo smontaggio.
Un grazie particolare a Patrizia Bertolini e Marco Bertoli per il design e la produzione delle decorazioni che rendono carattere distintivo a Quasicentrum.
venerdì 18 novembre 2016
MENSADIENST AM VERDIPLATZ - SERVIZIO MENSA IN PIAZZA VERDI
Prima di
lasciare Bolzano il Commissario Penta decise di aprire la mensa per indigenti
in Piazza Verdi all'interno di un monumento storico tutelato. Si tratta della
stazione di benzina della Societá Adriatica Petroli, progettata nell’anno 1952 dagli
architetti Pellizzari, Plattner e Gubiani. L’officina è stata restaurata da una
cooperativa di restauratori trentini ed adattata a questo nuovo uso da una
impresa edile con l’inserimento di un nucleo di bagni.
È evidente che tale servizio si inserisce in una zona sensibile. Il servizio di ristoro offerto dalla cooperativa Volontarius e dalla Vinzenz Gemeinschaft alle persone bisognose era stato trasferito dal Parco della Stazione e posto a ridosso del Parco dei Cappuccini. Ora si sposterà in Piazza Verdi nella ex-stazione di benzina.
Abbiamo proposto di organizzare un incontro informativo, in modo che i cittadini siano informati sulle modalità di svolgimento del servizio che viene ospitato nel quartiere. Il percorso che ha portato a restaurare un monumento tutelato e destinarlo a punto di mescita per cittadini bisognosi è stato molto interessante, e merita una narrazione.
Stiamo organizzando una visita per incontrare i gestori e conoscere il servizio. L'iniziativa é volta a presentare i servizi e le attività che Quasicentrum offre alla città.
È evidente che tale servizio si inserisce in una zona sensibile. Il servizio di ristoro offerto dalla cooperativa Volontarius e dalla Vinzenz Gemeinschaft alle persone bisognose era stato trasferito dal Parco della Stazione e posto a ridosso del Parco dei Cappuccini. Ora si sposterà in Piazza Verdi nella ex-stazione di benzina.
Abbiamo proposto di organizzare un incontro informativo, in modo che i cittadini siano informati sulle modalità di svolgimento del servizio che viene ospitato nel quartiere. Il percorso che ha portato a restaurare un monumento tutelato e destinarlo a punto di mescita per cittadini bisognosi è stato molto interessante, e merita una narrazione.
Stiamo organizzando una visita per incontrare i gestori e conoscere il servizio. L'iniziativa é volta a presentare i servizi e le attività che Quasicentrum offre alla città.
domenica 31 gennaio 2016
GIOCO IMPROVVISATO
Bambini e ragazzi sanno riconoscere le potenzialità di un luogo, meglio del Comune di Bolzano, che non sa valorizzare spazi abbandonati ma con potenzialità per i giovani. Tutta l'area abbandonata, tra il teatro civico e via Alto Adige, potrebbe essere valorizzata con poco costosi interventi di arredo urbano. I giovani se ne appropriano per giocare a squash o a criket.
DEGRADO O INCAPACITÁ DI GESTIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO?
Il lotto edificabile di proprietà comunale compreso tra
l'edificio della Camera di commercio e l'edificio destinato ad uffici non é mai
stato completato.
Nell'edificio l'intero piano terra e primo interrato, destinati ad esercizio commerciale, seppure di recente costruzione sono vuoti da anni.
Il lotto che vi si affaccia è un'area grande come un campo da calcio, da cui a cadenza regolare spuntano i ferri di armatura dei pilastri non ancora completati. Una immagine da periferia, come in molti quartieri dell'Italia meridionale, dove interventi di speculazione immobiliare abusiva sono stati bloccati e mai sanati. Il Comune di Bolzano non é mai stato in grado di vendere questo lotto, le due aste sono andate scoperte per l'esosità della richiesta economica.
Così invece che inserirlo nel progetto di riqualificazione urbanistica dell'area, lo ha abbandonato a se stesso.
Senza alcun intervento rimarrà un vuoto, un attrattore di degrado, perchè seppur centrale é un'area abandonata. Se il Comune avesse un minimo di attenzione al quartiere avrebbe potuto progettare/pensare una funzione temporanea ricreativa a questa area cantiere recintata da almeno 10 anni, un'area priva di vita e frequentazione da parte dei cittadini, perchè il Comune non é in grado di gestire e dare funzione agli spazi pubblici: non sarebbe possibile, senza grandi oneri di spesa, togliere la recinzione, fasciare e mettere in protezione i ferri di armatura, per poi posizionare qualche alberatura in vaso, disporre delle sedute, delle pedane, posizionare delle attrezzature per il gioco dei bambini?
Nell'edificio l'intero piano terra e primo interrato, destinati ad esercizio commerciale, seppure di recente costruzione sono vuoti da anni.
Il lotto che vi si affaccia è un'area grande come un campo da calcio, da cui a cadenza regolare spuntano i ferri di armatura dei pilastri non ancora completati. Una immagine da periferia, come in molti quartieri dell'Italia meridionale, dove interventi di speculazione immobiliare abusiva sono stati bloccati e mai sanati. Il Comune di Bolzano non é mai stato in grado di vendere questo lotto, le due aste sono andate scoperte per l'esosità della richiesta economica.
Così invece che inserirlo nel progetto di riqualificazione urbanistica dell'area, lo ha abbandonato a se stesso.
Senza alcun intervento rimarrà un vuoto, un attrattore di degrado, perchè seppur centrale é un'area abandonata. Se il Comune avesse un minimo di attenzione al quartiere avrebbe potuto progettare/pensare una funzione temporanea ricreativa a questa area cantiere recintata da almeno 10 anni, un'area priva di vita e frequentazione da parte dei cittadini, perchè il Comune non é in grado di gestire e dare funzione agli spazi pubblici: non sarebbe possibile, senza grandi oneri di spesa, togliere la recinzione, fasciare e mettere in protezione i ferri di armatura, per poi posizionare qualche alberatura in vaso, disporre delle sedute, delle pedane, posizionare delle attrezzature per il gioco dei bambini?
giovedì 21 gennaio 2016
DRUGS
Quest'area già parzialmente edificata (sotto c'è il garage) é un cantiere di proprietà del Comune di Bolzano. Da più di dieci anni é in stato di abbandono. Più volte il Comune ha cercato di venderla, ma alle due gare indette per la vendita non ha partecipato alcun offerente.
L'area é un vuoto urbano, recintato e da cui spuntano le armature dei pilastri. Tutt'intorno é area asfaltata, terra di nessuno, priva di arredi, illuminazione adeguata, di qualsiasi attrezzatura che possa invitare i cittadini, passanti, turisti a fermarsi, sostare.
L'area recintata é grande quanto un campo da calcio, ma il Comune non la ha mai adattata, neanche per un uso temporaneo. I bambini giocano sull'asfalto, a criket e a squasch contro le facciate del retrostante teatro.
Di notte diventa luogo di smercio di stupefacenti. Perchè il Comune non ha inserito questa superficie edificabile nella perimetrazione dell'area che intende riqualificare in collaborazione con i privati?
L'area é un vuoto urbano, recintato e da cui spuntano le armature dei pilastri. Tutt'intorno é area asfaltata, terra di nessuno, priva di arredi, illuminazione adeguata, di qualsiasi attrezzatura che possa invitare i cittadini, passanti, turisti a fermarsi, sostare.
L'area recintata é grande quanto un campo da calcio, ma il Comune non la ha mai adattata, neanche per un uso temporaneo. I bambini giocano sull'asfalto, a criket e a squasch contro le facciate del retrostante teatro.
Di notte diventa luogo di smercio di stupefacenti. Perchè il Comune non ha inserito questa superficie edificabile nella perimetrazione dell'area che intende riqualificare in collaborazione con i privati?
domenica 17 gennaio 2016
martedì 1 dicembre 2015
ISOLE INFELICI
Ci chiediamo cosa debba pensare il vicino di casa, che si trova davanti
alle finestre questo spettacolo messo in scena dalla SEAB. Il degrado
chiama degrado.
Da due giorni gli stessi impenitenti "criminali ambientali" agiscono indisturbati ed accumulano immondizia su quella non rimossa. Nei sacchetti di immondizie, lasciati a terra, si può leggere la storia di famiglie che abitano in appartamenti affittati abusivamente ed in nero da sudtirolesi a non sudtirolesi. La tipologia del rifiuto, il suo contenitore, sono già un indizio chiaro dei responsabili di questo "atto criminale". Si indaga anche tra gli esercenti le attività economiche presenti nel quartiere. Mancanza di sensibilità per il paesaggio, di un minimo di cultura ed informazione ambientale producono questi risultati. Chi paga l'onerosa tassa rifiuti deve subirsi questa satirica ed indecente messa in scena. Il cittadino che rispetta i regolamenti comunali viene frustrato del suo impegno, diligenza e fatica dalle stesse istituzioni deputate (e pagate!) per rimuovere l'immondizia che abbandonano il campo. Se la SEAB, il Comune di Bolzano si rifiutano di fare il loro lavoro, cosa deve fare il cittadino? È questa la intelligente e graficamente raffinata campagna di educazione ambientale di cui paghiamo lo spettacolo? Forse le risorse pubbliche potrebbero essere investite meglio, che ne dite?In Quasicentrum non ci sono pregiudizi verso alcuno. Qui si fa una denuncia su tre fronti: agli affitti in nero, a certe categorie di produttori di rifiuti, ed alla SEAB.
1. Gli affitti illegali non consentono agli affittuari, spesso immigrati (la popolazione del quartiere é al 50% composta da abitanti locali ed immigrati) di prendere la residenza nelle case. Pertanto non appaiono nei contratti di locazione e spesso non vengono dotati delle chiavi per utilizzare i bidoni condominiali. Quindi sono "costretti" a lasciare l'immondizia in strada.
2. L'immondizia é prodotta anche dai negozianti, esercenti dei bar e ristoranti della zona, non solo dai residenti. Ogni mattina si trovano scatole e cassette per prodotti alimentari all'ingrosso, anche pallets (che certamente non vengono utilizzati quotidianamente da chi abita il quartiere). Sulle cassette compaiono le tipologie di prodotto, a volte persino i nomi dei destinatari. Certi negozianti non so noconsci di commettere un "crimine" (cosí come viene enfatizzato dalla campagna SEAB) e lasciano la firma. È una testimonianza di ignoranza, mancanza di sensibilitá per l'ambiente e per il paesaggio. Ma gli stessi abitanti rilevano che anche gli abitanti del quartiere non sono rispettosi dei regolamenti sull'igiene pubblica, ma si guardano bene dal lasciare la loro firma. Così come il vicino che li conosce si guarda dal redarguirli.
3. La SEAB ha messo in atto una campagna di denuncia priva di reale efficacia. Chi delinque continuerà a farlo. Lasciare che i rifiuti si accumulino per giorni, per dimostrare che molte persone abbandonano i rifiuti in strada, che non fanno una selezione differenziata delle immondizie non aiuta gli altri cittadini che si impegnano a smaltire i rifiuti correttamente. Questi cittadini/e che hanno rispetto dell'ambiente si sono sentiti frustrati, abbandonati dalle istituzioni, che peraltro sono pagate per rimuovere i rifiuti, non per lasciarli volutamente a terra. Se la SEAB si rifiuta di fare il suo lavoro, che messaggio lancia al cittadino che si impegna per il rispetto dell'ambiente?
Non é questo il modo per dare un aiuto alla riqualificazione del quartiere.
Da due giorni gli stessi impenitenti "criminali ambientali" agiscono indisturbati ed accumulano immondizia su quella non rimossa. Nei sacchetti di immondizie, lasciati a terra, si può leggere la storia di famiglie che abitano in appartamenti affittati abusivamente ed in nero da sudtirolesi a non sudtirolesi. La tipologia del rifiuto, il suo contenitore, sono già un indizio chiaro dei responsabili di questo "atto criminale". Si indaga anche tra gli esercenti le attività economiche presenti nel quartiere. Mancanza di sensibilità per il paesaggio, di un minimo di cultura ed informazione ambientale producono questi risultati. Chi paga l'onerosa tassa rifiuti deve subirsi questa satirica ed indecente messa in scena. Il cittadino che rispetta i regolamenti comunali viene frustrato del suo impegno, diligenza e fatica dalle stesse istituzioni deputate (e pagate!) per rimuovere l'immondizia che abbandonano il campo. Se la SEAB, il Comune di Bolzano si rifiutano di fare il loro lavoro, cosa deve fare il cittadino? È questa la intelligente e graficamente raffinata campagna di educazione ambientale di cui paghiamo lo spettacolo? Forse le risorse pubbliche potrebbero essere investite meglio, che ne dite?In Quasicentrum non ci sono pregiudizi verso alcuno. Qui si fa una denuncia su tre fronti: agli affitti in nero, a certe categorie di produttori di rifiuti, ed alla SEAB.
1. Gli affitti illegali non consentono agli affittuari, spesso immigrati (la popolazione del quartiere é al 50% composta da abitanti locali ed immigrati) di prendere la residenza nelle case. Pertanto non appaiono nei contratti di locazione e spesso non vengono dotati delle chiavi per utilizzare i bidoni condominiali. Quindi sono "costretti" a lasciare l'immondizia in strada.
2. L'immondizia é prodotta anche dai negozianti, esercenti dei bar e ristoranti della zona, non solo dai residenti. Ogni mattina si trovano scatole e cassette per prodotti alimentari all'ingrosso, anche pallets (che certamente non vengono utilizzati quotidianamente da chi abita il quartiere). Sulle cassette compaiono le tipologie di prodotto, a volte persino i nomi dei destinatari. Certi negozianti non so noconsci di commettere un "crimine" (cosí come viene enfatizzato dalla campagna SEAB) e lasciano la firma. È una testimonianza di ignoranza, mancanza di sensibilitá per l'ambiente e per il paesaggio. Ma gli stessi abitanti rilevano che anche gli abitanti del quartiere non sono rispettosi dei regolamenti sull'igiene pubblica, ma si guardano bene dal lasciare la loro firma. Così come il vicino che li conosce si guarda dal redarguirli.
3. La SEAB ha messo in atto una campagna di denuncia priva di reale efficacia. Chi delinque continuerà a farlo. Lasciare che i rifiuti si accumulino per giorni, per dimostrare che molte persone abbandonano i rifiuti in strada, che non fanno una selezione differenziata delle immondizie non aiuta gli altri cittadini che si impegnano a smaltire i rifiuti correttamente. Questi cittadini/e che hanno rispetto dell'ambiente si sono sentiti frustrati, abbandonati dalle istituzioni, che peraltro sono pagate per rimuovere i rifiuti, non per lasciarli volutamente a terra. Se la SEAB si rifiuta di fare il suo lavoro, che messaggio lancia al cittadino che si impegna per il rispetto dell'ambiente?
Non é questo il modo per dare un aiuto alla riqualificazione del quartiere.
TATORT BOZEN
Tatort Bozen é QUASICENTRUM.
Questa é la scena di delitto! SEAB ha recintato l'area rifiutandosi di asportare i rifiuti per tre giorni.
Questa é la scena di delitto! SEAB ha recintato l'area rifiutandosi di asportare i rifiuti per tre giorni.
martedì 2 settembre 2014
PRESENZE ASSENZE
Il quartiere
ospita tra le piú importanti istituzioni cittadine: il Teatro Stabile
Comunale, il Centro Culturale Trevi, inoltre biblioteche (la Biblioteca
della Donna, la Biblioteca delle Culture del Mondo) ed altri servizi che
nonostante l'importanza dei nomi e dei contenuti non hanno una
visibilitá adeguata. Sappiamo, e forse anche no, che sono nel quartiere.
Manca loro una segnalazione adeguata. Scompaiono tra le quinte
edilizie. Gli accessi sono nascosti e/o direzionati su spazi
indifferenti. Questi luoghi non si vedono, soffrono di un'accessibilità
"deviata".
lunedì 1 settembre 2014
IL PROGETTO DEL VERDE
Nel quartiere manca un progetto coordinato e conseguente del verde. Ogni ritaglio di spazio dedicato alle piante presenta soluzioni differenti, a volte raffazzonate e prive di qualità, a volte di pregio, ma isolate e non diffuse. Si é proceduto in maniera autonoma con l'iniziativa privata dei singoli e con quella pubblica della giardineria comunale. Le aree di pertinenza privata e quelle degli spazi pubblici, pur confluendo le une nelle altre, presentano soluzioni tanto indifferenti le une alle altre, da rendere difficile una percezione unitaria del quartiere. Manca un progetto del verde che consenta di dare una identità forte e quindi valorizzare gli spazi. Un coordinamento delle diverse istanze ed iniziative consentirebbe una selezione di piante, dei loro eventuali contenitori, del loro posizionamento piú adeguati. Operando in questo modo si potrebbe realizzare una sequenza di alberature, piuttosto che di piante in vaso, per creare un percorso, in cui il verde lega insieme gli spazi del quartiere. La sistemazione delle piante, insieme all'arredo urbano, partecipa alla definizione del paesaggio. Un progetto partecipato e condiviso tra pubblico e privato, che guardi al di là delle singole parrocchie, consentirebbe di dare un volto ed una identità forte al quartiere.
domenica 31 agosto 2014
RIFIUTO DI QUARTIERE
La nuova regolamentazione dello smaltimento dei rifiuti ha causato un incremento notevole del numero degli appositi contenitori. Molti edifici non hanno la disponibilità di spazi adeguati ed i bidoni occupano le strade davanti ad ogni portone. Edifici di pregio architettonico, le mura storiche del Giardino e del Convento dei Cappuccini fanno da sfondo alle campane colorate ed ai contenitori per la raccolta differenziata allineati in sequenza ininterrotta sulla strada.
Sino ad oggi nessuno sembra essersi interessato a verificare se sia possibile "progettare" una soluzione adatta ad accorpare le isole ecologiche e ridurre il numero dei bidoni per restituire a questi spazi un pò di decoro urbano. Nel vicino Centro Storico lo smaltimento viene gestito diversamente. Con buona volontà e una progettualità attenta sarebbe possibile una soluzione ad hoc per il quartiere.
Sino ad oggi nessuno sembra essersi interessato a verificare se sia possibile "progettare" una soluzione adatta ad accorpare le isole ecologiche e ridurre il numero dei bidoni per restituire a questi spazi un pò di decoro urbano. Nel vicino Centro Storico lo smaltimento viene gestito diversamente. Con buona volontà e una progettualità attenta sarebbe possibile una soluzione ad hoc per il quartiere.
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